La Scrucchiata Abruzzese è una confettura molto antica della tradizione Abruzzese, ma è anche un mio ricordo di bambina.

Scrucchiata Abruzzese

Scrucchiata Abruzzese

Ingredienti

  • uva montepulciano a bacca rossa

La storia

Ma perchè si chiama Scrucchiata Abruzzese, perchè scrocchia fra le dita mentre la prepariamo.

E già questo dovrebbe incuriosirvi.

Questa confettura ha apparizioni già nell’800 quando donare una vasetto di questa confettura era considerato una dichiarazione d’amore.

Si perchè la sua lunga preparazione fa si che privarsene era sacrificio.

Mia nonna mi raccontava che quando si andava a trovare qualcuno non si andava mai a mani vuote.

Se portavi la scrucchiata allora davvero volevi impressionare la persona che la riceveva.

Oggi ancora qualcuno tramanda questa tradizione, ma la scrucchiata ha subito qualche variante per poter essere realizzata più velocemente.

La differenza

Infatti spesso confondiamo la confettura con la scrucchiata e andiamo a vedere le differenze.

Un vitigno autoctono a bacca rossa e ciò che usiamo per questa confettura.

Essa ha dei chicchi piccoli di colore violaceo, di sapore dolce con un delicato retrogusto amarognolo.

Viene raccolto nella sua più alta maturazione, meta settembre fino a metà ottobre, ma poi dipende l’altitudine del vitigno ovviamente.

La confettura viene fatta come tutte le altre confetture.

Poi passata con una passaverdure o frullata con un frullatore ad immersione per eliminare tutti i semini.

La scrucchiata e la sua preparazione

Mentre per la scrucchiata, che chiamiamo anche sclucchiata, ha un lavoro molto più complesso.

I grappoli di uva vengono lavati più volte sotto l’acqua e a bagno, avendo il grappolo gli acini molto fitti.

Successivamente gli acini vengono separati dal raspo manualmente e selezionati, eliminando tutti quegli acini rovinati o non maturi.

L’acino viene preso fra le dita e schiacciato uno ad uno per eliminare i semini e la polpa.

Il tutto viene fatto cadere in colino a maglie fitte. 

Con le mani viene passato e ricavato solo il succo, che va aggiunto alla buccia rimasta.

La cottura

Il composto ottenuto si mette in una pentola e si porta sul fuoco a cucinare.

Non esiste un tempo per stabilire la cottura esatta, ciò va fatto visivamente.

Prima si porta ad ebollizione a fiamma vivace.

Poi a fiamma bassa si porta a cottura finale.

Posso solo dirvi che deve essere molto vischioso, bello polposo e ciò richiede parecchie ore.  

Nel mentre girerete ogni tanto con una cucchiaia di legno.

Va invasato mentre ancora è sul fuoco.

I vasetti precedentemente sterilizzati, tappati immediatamente e riposti sotto di sopra a raffreddare chiusi in un canovaccio.

Ciò creerà il sottovuoto e vi permetterà di tenerlo in dispensa per tanto anche più di un anno.

Scrucchiata Abruzzese

Altre peculiarità

In molti casi viene usato un attrezzo che si chiama ” Lu pellicciola ” che vedete in foto.

          Essa serve per passare l’uva invece di schiacciare gli acini uno ad uno.

Ringrazio la mia Amica Mirella per avermi donato una foto della sua.

Nel dialetto del suo paese si usa chiamare ” crivillucij “.

In alcuni casi inoltre viene messo anche dello zucchero all’interno della scrucchiata, ma per il mio personale gusto trovo che poi sia troppo dolce.

Si rischia di farla diventare anche stomachevole se non si sta attenti a non eccedere, questo proprio perchè il montepulciano è molto dolce già in partenza.

C’è anche chi fa bollire i vasetti per la sterilizzazione dopo averli riempiti, ma questo è sempre un fatto personale, se i vasetti sono sterilizzati bene e al suo interno versiamo un prodotto ancora in ebollizione, trovo inutile questo lavoro.

Comunque vi lascio il link di come sterilizzare al meglio i vasetti cliccando qui.

A cosa serve la scrucchiata?

Alla fine di tutto ciò vi siete chiesti a cosa serve la scrucchiata?

Mangiarla così sul pane, certo era un alimento molto digeribile che dava energia quindi un’ ottima colazione, ma in Abruzzo nasce per altri scopi altrettanto molto nobili.

Le neole o più conosciute come ferratelle, qui trovate la ricetta di quelle croccanti, venivano farcite con questa confettura ed erano un dono molto gradito quando si andava a trovare qualcuno.

Ancora oggi nei buffet delle feste non mancano mai.

Ma non dimentichiamoci dei ” cacionetti ” dolci tipici di Natale qui la ricetta, oltre le ricette locali da provincia a provincia, venivano riempiti anche con la scrucchiata.

Era uno degli ingredienti principali anche per la preparazione del ripieno dei ” bocconotti ” qui trovi la ricetta e dei Cillipieni tutti dolci della tradizione Abruzzese.

Ora capite perchè questa confettura ha la sua importanza nella mia regione e perchè nonostante il tanto lavoro ancora oggi viene realizzata!

Ricordi

Nonostante ero molto piccola, ricordo molto bene quando in famiglia si faceva la scrucchiata.

Solitamente mia mamma e mia zia insieme alla mia cuginetta ci mettevamo attorno ad un tavolo con almeno 2 cassette di uva montepulciano.

Uva che il mio papà coltivava nel suo orto.

Mamma e zia lavavano e capavano gli acini, io e mia cuginetta avevamo il compito di schiacciare con le dita gli acini.

Ricordo ancora adesso il bruciore degli occhi quando gli schizzi non li direzionavamo bene nel colino, così tra il ridere e il piangere aiutavamo le nostre mamme.

Ovviamente anche loro terminata la prima fase poi facevano lo stesso nostro lavoro ma ovviamente a loro gli schizzi negli occhi non arrivavano mai.

Il lavoro del colino era cosa loro, non sia mai che un semino capitasse nella scricchiata!

Quando si passava alla cottura noi bimbe eravamo ormai esonerate dal duro lavoro, come l’invasamento, il nostro turno tornava quando era ora di mangiarla.

I sentimenti

Ricordo che mia mamma e mia zia si davano il cambio a controllare la pentola per mescolare per non far bruciare, e quando avevano finito da buone cognate si dividevano i vasetti in parti uguali.

La cosa che mi domandavo sempre era come facessero a dividere in parti uguali senza contare.

Solo da grande ho capito che non c’era malizia fra di loro e non ritenevano importante a chi capitasse il barattolo più grande o quel pezzo in più che ovviamente non si poteva dividere.

Mia mamma e mia zia si volevano molto bene, forse per quello che quando l’ho persa, mia zia mi ha sempre trattata come una figlia.

Di conseguenza quando ho perso anche lei è stato come perdere di nuovo una mamma.

Ma la scrucchiata l’abbiamo sempre continuata a fare da 4 a 3 e poi a due fino a che mia zia ha deciso che non ne aveva più voglia.

Forse perchè regalare un barattolo non era più così prezioso per chi lo riceveva.

Poi è arrivato l’anno dove ho perso anche l’ultima del gruppo, mia zia, ho voluto rifare la scrucchiata, mentre la realizzavo non ho fatto che ricordare quei bei tempi che come si usa dire non torneranno mai più.

Intanto ho voluto lasciare sul mio piccolo e modesto blog, un altro spaccato della mia gioventù.

Saluti

Non credo di avervi annoiato perchè se siete arrivati fin qui forse vi ho un po incuriosito, altro però non aggiungo mi limito solo a lasciarvi i miei soliti consigli.

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Alla prossima ricetta ciao a tutti da Mina.

Scrucchiata Abruzzese