Avete letto bene, Pizza scima o scema è una pizza senza lievito dell’antica tradizione abruzzese.

Venite a leggere la ricetta e la sua storia, oltre a vedere come farla. 

pizza scima o scema

Pizza scima o scema

Ingredienti

  • 700 g. di farina di grano tenero
  • 1 bicchiere di olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • acqua q. b.
  • 1 bel pizzico di sale

Procedimento 

Le varianti della pizza non hanno confini, però avreste mai detto che potesse chiamarsi Pizza scima o scema?

Meglio conosciuta nelle provincie abruzzesi come scima, scime o acime.

Non è assolutamente un’offesa anzi direi più una colorita etimologia dialettale.

La pizza scima nasce come sostituto del pane senza lievito.

Dal XIII secolo al XVII secolo in abruzzo vi furono presenti numerose comunità ebraiche.

Questo testimonia un’importante retaggio giudaico che testimonia la preparazione di pane senza lievito quindi azimo.

Probabilmente le stesse comunità che nelle coste abruzzesi costruirono i trabocchi.

Infatti nel 1627 ci fu un terribile maremoto che con onde che penetrarono fino all’interno della regione cancellando porti e villaggi.

Per ripopolare la zona corsero in aiuto alcune comunità ebraiche, furono loro che crearono i trabocchi.

Sono singolari case su palafitte per pescatori, e sempre loro diffusero la Pizza scima o scema.

Essa non si taglia e non si farcisce a differenza di altre pizze e focacce.

Viene mangiata così da accompagno come sostituto del pane.

Si usava cucinare sulla pietra pulita del fuoco appena bruciato.

Veniva poggiato a terra e ricoperto da un coppo alla quale si sovrapponevano braci ardenti.

Ma vediamo come realizzare la mia Pizza scima o scema.

Questa ricetta infatti è la versione di mia nonna Velina.

Su una spianatoia versiamo a fontana la farina setacciata.

Aggiungiamo in successione il sale, e poco alla volta l’olio extra vergine di oliva e il vino bianco

.Cominciamo a mescolare il tutto e nel corso dell’impasto, regolandoci con la consistenza, uniamo il restante vino e l’olio.

Se occorre per incorporare tutta la farina aggiungete dell’acqua.

La mia nonna usa aromatizzare con un po di semi di anice l’impasto.

Se anche voi volete questa variante aggiungetelo prima di iniziare a stenderlo.

Avremo così ottenuto un morbido panetto da stendere, con l’aiuto di un mattarello.

Lo spessore ottimale da raggiungere è di circa 1,5 cm.

A questo punto realizziamo con il coltello delle incisioni lungo tutta la superficie dell’impasto e andiamo a formare dei rombi.

Questo passaggio è necessario per rendere la pizza facilmente porzionabile al momento del consumo.

Pizzichiamo anche con dei rebbi di forchetta per togliere monotonia.

Quindi aggiungiamo un filo di olio e un pizzico di sale sulla superficie e la pizza sarà pronta per la cottura.

4-15

Come tradizione vuole, la cottura avviene sotto il coppo (un grosso coperchio concavo di ferro che sfrutta il calore del camino).

Direttamente sul piano del focolare, che deve essere ben caldo (è necessario che il fuoco sia acceso con largo anticipo) e accuratamente ripulito della cenere.

I tempi del coppo sono di 45 minuti ma se noi la cuciniamo nel forno di casa allora saranno sufficienti 30 minuti a 180°

1-15

Una volta per sporzionarlo dunque bastava seguire le linee del coltello noi oggi per rendere più carina la foto lo abbiamo tagliato a quadratini

Vi piace la tradizione abbruzzese, clicca qui per un’altra ricettina tipica.

La pizza scima o scema  è nata anche a casa mia, spero vi sia piaciuta la sua storia ma sopratutto la ricetta.

Vi aspetto per ogni dubbio e commento, lasciate pure un messaggio qui sotto.

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Ciao a tutti da MIna