Mortadella fresca di maiale
Per parlarvi della Mortadella fresca di maiale oggi devo fare una piccola intro.
Nella tradizione contadina il mese di dicembre era dedicato alla macellazione del maiale.
Si faceva ingrassare tutto l’anno per poi fare provviste per tutto l’anno dopo.
Del maiale non si butta via niente dalla carne, all’osso, al lardo fino alla cotenna.
Tutto viene usato in cucina e non solo.

Mortadella fresca di maiale
Ingredienti
- lardo di maiale
- magro di maiale
- sale
- pepe
Procedimento
La Mortadella fresca di maiale è l’ultima cosa che viene fatta quando si effettua la macellazione.
Infatti per non buttare via nulla se avanza molto lardo, oltre a fare il sapone per il bucato si realizza la Mortadella fresca di maiale.
Il rapporto fra gli ingredienti è molto personale ma io provo a darvi quella che il mio papà realizzava per noi.
Si utilizzano 8 parti di lardo e 2 di carne magra, si macinano insieme nel tritacarne e poi viene condito con sale e pepe, questo molto ad occhio ed a gusto della persona che lo sta realizzando.
Nella fase del condimento che viene fatta a mano si amalgama molto bene gli ingredienti fra di loro.
Poi l’impasto ottenuto viene chiamata Mortadella fresca di maiale.
Viene invasata in barattolini di vetro, pressati molto bene per eliminare tutta l’aria residua per evitare ogni forma di botulino.
Si riempie il barattolo fino al bordo, si livella bene e si unge con olio extra vergine di oliva la superficie prima di chiudere ermeticamente.
Il barattolo viene riposto in dispensa a maturare, ma già dopo una settimana si può spalmare sul pane magari abbrustolito e mangiare.
Il suo sapore e davvero unico e si presta anche ad altri modi di consumarlo.
Si possono fare bruschette quindi spalmarlo sul pane e mettere in forno, non vi dico la bontà.
Ma si può anche usare in piccole quantità in cucina per insaporire piatti di carne e verdure.
La mia mamma con il lardo avanzato faceva il sapone per il bucato, presto vi scriverò anche questa ricetta, devo prima trovare la ricetta e una foto per farvi vedere e capire meglio.
Spero di avervi fatto scoprire una nuova cosa e di avervi riportato indietro nel tempo, chissà quanti di voi rivivono ancora tutte queste tradizioni.
Alla prossima ricetta e vi ricordo la mia pagina facebook che aspetta un vostro ” mi piace ” cliccando qui.
Mina












