La polenta in Abruzzo la mangiamo così, ma vi dico anche come la prepariamo e cosa usiamo.

La polenta in Abruzzo la mangiamo così
Per il ragù
- 4 salsicce di maiale
- 400 g. di grasso e magro
- 200 g. di pancetta fresca a tocchetti piccoli
- 100 g. di macinato di vitello
- 1 cipolla
- olio e sale q. b.
- 1 litro di passata di pomodoro
Per la polenta
- Farina per polenta q. b.
- 1,5 l. di acqua
- 1 pizzico di sale
Procedimento
La polenta in Abruzzo la mangiamo così, e ora vi racconto anche cosa usiamo e come la mangiamo.
Ma prima un po’ di storia, la polenta arriva in Italia dall’America con la scoperta del granturco.
Intorno al 1800 la polenta che prima veniva realizzata con cereali minori diventa di Mais.
La polenta veniva cotta in calderoni di rame e sul fuoco.
Oggi siamo un po’ più alla mano e usiamo fornelli e pentole in acciaio.
I miei nonni raccontavano che il sapore era diverso col rame, ma questa e tutta un’altra storia.
Si fa e si faceva bollire l’acqua si salava e si versava la farina di mais a pioggia.
Si mescolava in continuazione per non formare grumi fino a cottura.
Oggi in commercio troviamo farine istantanee ma una volta si cucinava anche per un’ora.

La polenta dopo cotta veniva versata sul tavolo di legno e spianata per poi condirla.
Si prediligeva un ragù di carne di maiale con salsicce e costatine.
Oggi la mia versione e salsicce, costine e grasso e magro.
La parte più bella del mangiare la polenta di una volta e che ci si sedeva intorno al tavolo.
Ognuno mangiava lo spicchio che aveva davanti a se, fino ad arrivare al centro dove c’era la carne.
Un momento di gioia e condivisione della vita quotidiana.
Provate ad immaginare niente tv e cellulari, solo urla e risate.
Tempi che difficilmente si ha la gioia di ripercorrere.
Oggi la serviamo in tavolette di legna o semplicemente nel piatto come ho fatto io.
Ma veniamo alla mia preparazione, prima cosa il ragù.

Soffriggete la cipolla con la pancetta il macinato le costine e le salsicce tutto insieme.
Sfumate con un po di vino bianco, salate e quando sarà evaporato, verserete la passata di pomodoro.
Portate ad ebollizione e abbassando la fiamma al minimo farete cucinare dolcemente per un’ora.

Passiamo alla polenta, facendo bollire l’acqua come vi ho scritto sopra.
Versiamo a pioggia e per non fare grumi io uso una frusta.

Lasciate cuocere il tempo necessario, mescolando spesso.
Una volta per vedere la cottura della polenta veniva prelevata una piccola quantità.
Si versava sul piatto o tavoletta, ci si soffiava due minuti e poi se si staccava allora era pronto.
Basta alzare con una forchetta un lembo di polenta.
Se non si rompe e rimane compatta alzandola possiamo spegnere il fuoco.
Io oggi uso ancora quel metodo, senza controllare i tempi di cottura sulle confezioni.

Nel mio paese è tradizione fare questo piatto quando nevica.
Infatti se non si ha a casa già la farina difficilmente la si trova nei vari supermercati.
C’è proprio un’assalto all’acquisto.
La polenta però è un piatto dell’antica tradizione tornata molto di moda.
Quindi basta che faccia freddo si ha la scusa per cucinarlo.
Spero di avervi allietato la giornata con questo simpatico racconto mischiato alla ricetta.
La polenta in Abruzzo la mangiamo così.
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Alla prossima ricetta ciao a tutti da Mina.













Bé, diciamo che già si comincia a pensare a queste pietanze gustosissime.. poi con i tuoi consigli, il top.. grazie mille per la tua pagina. Molto utile per chi come me in cucina non è il massimo.
Grazie sei davvero gentilissima Mina